Ginepro

GINEPRO (Juniperus Communis)

Nomi comuni: ginepro arboreo, gerbenic, gargarazze

È un cespuglio resistente e perenne alto fino a 4 metri che cresce selvatico nell'America Settentrionale e in Asia, ma è molto diffuso anche in Europa. E’ l'unica spezia che proviene dalle conifere e da regioni a clima freddo. La pianta presenta foglie aghiformi; le bacche "dette galbule o coccole" sono polpose ed hanno un gusto molto intenso e resinoso. Generalmente non arrivano a maturazione durante i primi 2-3 anni di vita della pianta e devono essere raccolte quando diventano nere.

PARTI DA UTILIZZARE: foglie e frutti.

IN CUCINA: il ginepro è molto conosciuto come aroma per caratterizzare cordiali e liquori. Si accompagna in modo particolare alla selvaggina, ma risulta ottimo anche nelle marinate di manzo, negli arrosti di pollame e nel pesce. In Germania si usa per insaporire patè e crauti.

BENESSERE: ottimo stimolatore delle secrezioni gastriche, le sue bacche se masticate lentamente alleviano l’acidità di stomaco. Svolge un’azione diuretica e sudorifera, carminativa e ipoglicemizzante. Per uso esterno viene utilizzato nelle tendiniti e nelle mialgie, in caso di lombaggini, contro l’artrite, i reumatismi e la gotta.

CURIOSITÀ: considerato dai Greci e dai Latini simbolo di fertilità, veniva bruciato durante le cerimonie rituali. Fu comunque nel Medioevo che sul ginepro si moltiplicarono leggende e credenze …se il latte stentava a diventare burro occorreva mescolarlo con un mestolo di legno di ginepro; per proteggere gli animali nelle stalle bastava appendere alle pareti dei rametti del magico cespuglio; per annientare le streghe veniva usato come talismano… ma più di ogni altra cosa veniva bruciato in caso di malattie infettive, convinti che il sacro fumo avrebbe purificato l’aria. Persino durante la seconda guerra mondiale le infermiere francesi ricorrevano a fumigazioni di ginepro per purificare le sale degli ospedali.