Anice in semi

ANICE (Pimpinella Anisum)

Nomi comuni: anice verde, cumino dolce

È una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Ombrellifere e coltivata per i piccoli semi oleosi che se ne ricavano. L’anice, che si trova raramente allo stato spontaneo, è originario del Medio Oriente e viene coltivato in Grecia, Egitto, Spagna e nell’Italia del Sud. L'anice ha fiori bianchi riuniti a ombrella e i suoi frutti hanno un sapore dolce che ricorda, alla lontana, quello dei semi di finocchio con un leggero retrogusto di menta. La raccolta si effettua tra fine agosto e inizio settembre quando le ombrelle sono ancora umide di rugiada, per non far cadere i semi.

PARTI DA UTILIZZARE: i frutti, chiamati impropriamente semi.

IN CUCINA: l’anice viene utilizzato largamente in Oriente per la preparazione di cibi salati; aromatizza anche i dolci, le creme, le conserve ed il pane. E’ inoltre impiegato per bevande dissetanti e digestive (sambuca, raki, mistrà, pastis).

BENESSERE: ha funzione carminativa, antispasmodica e stomachica. Ottimo contro la cattiva digestione, l’alitosi e il meteorismo. L’olio essenziale viene anche impiegato contro le infestazioni dei pidocchi e di altri parassiti del corpo.

CURIOSITÀ: l’anice è stato ampiamente utilizzato dagli antichi Egizi per insaporire i cibi e produrre profumi, dai Romani per le sue proprietà digestive e dai Greci per quelle curative. Plinio raccomandava addirittura di bere del vino aromatizzato con anice contro la puntura dello scorpione. Nel Medioevo era consigliato in caso di cefalea, asma e bronchite. Nell’Inghilterra del XIV° secolo, Edoardo I° decise di imporre una tassa sulla compravendita dell’anice al fine di reperire i capitali necessari per riparare il Ponte di Londra. Non da meno Re Sole ordinò che venisse coltivato anche nei giardini di Versailles.